di cieli bianchi, freddo e città essenziali.

La Svezia è un posto particolare, affascinante, freddo e un po’ cupo. Forse perché l’ho vista a Dicembre e il cielo era sempre coperto. Il sole sorge verso le 9 e tramonta verso le 15, la pioggia è frequente e gli alberi sono tutti spogli. Una meraviglia di natura, una vita del tutto diversa dall’Italia, architetture precise e ordinate, strade pulite e grandi finestre bianche. Camminando per Trollhattan ho capito perché Ikea è così. Dopo aver definito la città “essenziale” mi sono resa conto che lì è tutto essenziale, senza troppi fronzoli e dettagli ripetitivi o inutili, senza troppi se e troppi ma. Mi piace questo modo di vedere le cose, questa schiettezza che traspare anche solo guardando una casa.
Sono stati tre giorni meravigliosi, ho conosciuto persone stupende totalmente diverse da me, nate in posti lontani e con lingue assurde ma affascinanti. Bello come vieni accettata subito, come non ti guardano dall’alto in basso perché non ti conoscono, ma al contrario cominciano ad interessarsi a te e a farti domande. Incredibile dirlo, ma in questi giorni non ho pensato ad altro: ero lì e mi godevo ogni singola cosa pensando che sono fortunata a poter vivere tutto questo e ad avere vicino a me poche ma eccezionali persone che mai e poi mai vorrei allontanare.

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